Vai al contenuto

Yoga per bambini: collaborazione e rispetto nello spazio del gruppo

Nello yoga per bambini, collaborazione e rispetto possono diventare domande molto concrete: come scegliamo il posto per i tappetini? Come offriamo aiuto? Che cosa succede quando qualcuno preferisce partecipare senza contatto? Conoscere questi aspetti permette di capire meglio la proposta di un corso per i 7–10 anni.

Il genitore può chiedere come vengono spiegati gli accordi del gruppo e quali possibilità hanno i bambini di esprimere una preferenza. Qui trovi due situazioni illustrative — condividere lo spazio e offrire aiuto — da usare per confrontarti con chi conduce.

A Pergine Yoga Bimbi 7–10 anni è attivabile a richiesta, quando si raggiunge il numero minimo di partecipanti. Maurizia può darti informazioni sulla proposta e chiarire come verrebbero organizzate le attività condivise.

Illustrazione di tre bambini e un’adulta accanto a tre tappetini distanziati.

Collaborare comincia da un accordo comprensibile

Un accordo diventa concreto quando spiega che cosa si può fare in una situazione. «Chiediamo prima di spostare un materiale che sta usando un’altra persona» offre un riferimento da discutere e mettere in pratica insieme.

Puoi informarti su come questi riferimenti vengono presentati ai bambini: l’insegnante mostra un esempio? Lascia spazio a una domanda? Riprende l’accordo se durante il gioco qualcosa cambia?

È utile conoscere anche il ruolo dell’adulto quando due preferenze non coincidono. La conduzione del gruppo comprende la ricerca di una soluzione praticabile per tutti, con le indicazioni necessarie per usare lo spazio e i materiali.

Prima situazione: trovare posto per i tappetini

Immagina che un gruppo debba preparare lo spazio per un’attività. Due bambini vorrebbero sistemarsi vicino allo stesso punto e i tappetini finiscono troppo vicini per la proposta prevista.

L’insegnante può chiarire prima ciò che serve: uno spazio adatto ai movimenti e passaggi liberi. Puoi chiederle come coinvolgerebbe i bambini nella scelta dei posti, quali alternative mostrerebbe e come deciderebbe se le preferenze restano diverse.

Per esempio, potrebbe presentare due collocazioni possibili e chiedere ai bambini quale preferiscono. Se occorre una sistemazione diversa, l’adulto può spiegarne il motivo e accompagnare il cambiamento. Il riferimento rimane l’uso condiviso dello spazio, tenendo presenti le esigenze della proposta.

Se un bambino desidera spostarsi

Una richiesta come «Vorrei stare un po’ più lontano» può essere ascoltata e verificata con chi conduce. Puoi chiedere quali possibilità avrebbe il bambino per comunicarla e come si cercherebbe un altro posto compatibile con il gruppo.

La soluzione concreta dipende dalla sala e dall’attività. Conoscere il modo di affrontare la richiesta aiuta il genitore a immaginare come verrebbero accolte preferenze e necessità differenti.

Seconda situazione: offrire aiuto e aspettare la risposta

Immagina che un bambino stia cercando un materiale e un compagno voglia aiutarlo. Una domanda precisa può essere: «Vuoi che chiediamo insieme all’insegnante?» oppure «Ti serve che ti indichi dov’è?».

Offrire aiuto comprende anche lasciare il tempo per rispondere. Se il compagno dice di no, si può accogliere la risposta e continuare la propria attività. Se chiede un’altra cosa, si può verificare con l’adulto che cosa è possibile fare.

Questo esempio riguarda un aiuto semplice. Per i movimenti del corpo, le spiegazioni e le eventuali correzioni fanno riferimento a chi conduce: aiutare un compagno non richiede di prendere il suo braccio o portarlo in una posizione.

Chiedere prima del contatto e lasciare un’alternativa

Quando una proposta prevede di avvicinarsi o toccarsi, puoi chiedere come viene spiegata la scelta. Un invito chiaro permette di capire quale contatto è proposto e di rispondere; il silenzio può essere seguito da una domanda, senza interpretarlo automaticamente come un sì.

Puoi informarti anche su come sarebbe accolta una risposta negativa o un cambio di idea. Un’attività condivisa può essere progettata con possibilità diverse, comprese quelle senza contatto, da concordare con l’insegnante.

Per esempio, in una proposta di movimenti a turno si può partecipare guardando e seguendo a distanza, ciascuno nel proprio spazio. I bambini possono concordare chi comincia e quando cambiare ruolo. È una possibilità da discutere con chi conduce, non la descrizione di una lezione già svolta al centro.

Che cosa studia la ricerca sulle relazioni fra bambini

Uno studio di Schonert-Reichl e colleghi ha coinvolto 99 alunni di circa 9–11 anni in quattro classi, confrontando un programma scolastico di apprendimento sociale ed emotivo con mindfulness con un programma di responsabilità sociale. Alcune valutazioni dei compagni su condivisione e aiuto mostravano miglioramenti maggiori nel primo gruppo. Lo studio aveva limiti importanti, fra cui poche classi e differenze iniziali fra gruppi; riguardava un programma composito, non un corso yoga. Ricerca originale, 2015.

Questa ricerca offre un contesto sullo studio delle relazioni a scuola. Non dimostra l’efficacia delle due situazioni proposte qui, di una singola regola sul contatto o delle attività del nostro centro.

Anche nel territorio trentino esistono proposte educative dedicate ai giochi cooperativi: Cooperazione Trentina ne presenta alcune per la scuola primaria. È un esempio di progettazione educativa, distinto dalla proposta Yoga Bimbi.

Parlare con il bambino dell’esperienza nel gruppo

Dopo un incontro puoi chiedere se c’è un momento condiviso che desidera raccontare. Se parla di una scelta o di un disaccordo, puoi ascoltare che cosa aveva chiesto, quale risposta ha ricevuto e che cosa vorrebbe chiarire.

Può essere utile raccogliere le sue parole per una domanda all’insegnante: «Vorrebbe capire come chiedere un posto diverso» oppure «Ci ha raccontato che non sapeva come offrire aiuto». Così il confronto resta vicino a una situazione riconoscibile.

Le possibilità relazionali si conoscono anche attraverso queste conversazioni. Un episodio può diventare un argomento da approfondire, senza trasformarlo in un giudizio generale sul bambino o sul gruppo.

Domande da fare sul corso a Pergine

Puoi chiedere a Maurizia Scaletti come presenterebbe gli accordi ai bambini, quali attività potrebbero essere svolte senza contatto e come verrebbero accolte richieste differenti durante il lavoro insieme.

La sede del Centro Yoga Planet è la Sala Luna di Maggio, Viale Venezia 41 a Pergine Valsugana. Per la fascia 7–10 anni, il corso è attivabile in base alle richieste: il contatto serve a segnalare l’interesse e verificare eventuale avvio e organizzazione.

Se cerchi invece proposte per bambini più piccoli, i giochi cooperativi di movimento dai 3 ai 6 anni hanno un taglio prescolare, distinto dalle situazioni per i 7–10 anni descritte qui.

Per lasciare spazio al racconto personale dopo un’attività condivisa, puoi approfondire come ascoltare sensazioni ed emozioni nel corpo dai 7 ai 10 anni, senza obbligare il bambino a raccontarsi al gruppo.

Approfondimenti: bambini dai 7 ai 10 anni

Corpo, scelte quotidiane e partecipazione al gruppo: letture per conoscere temi diversi dello yoga fra i 7 e i 10 anni. Il corso di questa fascia è attivabile a richiesta, quando si raggiunge il numero minimo di partecipanti; per le possibilità di avvio contatta Maurizia.

WhatsApp chat