Infant

Infant

infant

Benefici

  • Posizione Yang che aiuta a bilanciare l’eccesso di Yin in una sequenza
  • Tonifica i muscoli dorsali, rinforza la schiena
  • Estende la colonna ed è una ottima controposizione per le flessioni in avanti della colonna
  • Massaggia per compressione l’addome rinvigorendo l’intestino e lo stomaco, migliora le capacità digestive
  • Contribuisce ad una migliore circolazione sanguigna del corpo
  • Riduce lo stress e allena la mente alla concentrazione

Controindicazioni

  • In caso di mestruazioni o gravidanza evitare la posizione
  • In caso di dolori alla schiena o di problematiche varie con sensazioni di forte dolore si sconsiglia la posizione
  • Per chi ha problemi di pressione alta occorre che impari a respirare rilassatamente permettendo che vi sia pressione sulla pancia e sulle costole

Come entrare in posizione

  • Stesi sulla pancia con le braccia lungo il corpo e il palmo delle mani rivolto verso l’alto ci si inarca portando braccia, testa gambe tutto verso il cielo lasciando la pancia a contatto con il suolo.

Alternative

  • Si può fare con entrambe le braccia allungate oltre la testa, intrecciate dietro la nuca o allungate nella direzione dei piedi
  • E’ possibile tenere a terra un braccio, steso oltre il capo, e la gamba del lato opposto e alzare solo gli altri due arti
  • Altra versione è con la mano destra prendere la caviglia destra e avere metà corpo in Dhanursana e l’altra metà in Shalabasana con il braccio allungato in avanti.
  • La stessa posizione del punto precedente ma con la mano che prende la caviglia della gamba opposta
  • Con entrambe le braccia sotto il busto, i pugni agli inguini e si alzano solo le gambe

Come uscire dalla posizione

  • Semplicemente ci si rilassa verso terra scendendo adagio dalla postura. Solitamente si rimane qualche istante nella posizione sdraiata per riposarsi.

Controposizioni

  • Solitamente è questa posizione usata come controposizione. E’ possibile tuttavia inserirla in sequenza come asana Yang eseguendola in piccole serie di 15-30 secondi cambiando o meno variante ogni volta che si risale in posizione. Se eseguita in questo modo si consiglia Child’s pose o flessioni frontali della colonna per bilanciare la posizione allungando anche la muscolatura.

Meridiani

  • Vescica e reni per compressione della parte posteriore del corpo, stomaco e intestino per compressione dell’organo interessato. Intestino anche per il lavoro sulle braccia nella posizione classica.

Articolazioni

  • Collo, colonna

Tempo

  • Essendo una posizione molto Yang sarà difficile mantenerla, eccetto chi è molto allenato, per più di 20-30 secondi.

Altri consigli

  • Se le ossa del pube fanno male è possibile piegare una coperta ed usarla come cuscino per appoggiare sul morbido

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Happy Baby

Happy Baby

happy baby

Benefici

  • Apre bene e in modo profondo le anche aggiungendo alla forza di gravità anche il peso delle braccia e al caso anche un po’ di forza
  • Se si tira con le braccia si rinforzano anche i bicipiti
  • Rilascia e decomprime l’articolazione sacroiliaca
  • Può andare a comprimere lo stomaco stimolando la zona

Controindicazioni

  • Siccome la posizione potrebbe essere vista come una flessione della colonna potrebbe dare fastidio a chi ha problematiche varie alla schiena specialmente nella parte bassa. Nel caso mantenere il bacino più a contatto possibile col pavimento
  • Durante il ciclo questa posizione potrebbe essere fastidiosa e anche in questo caso si potrebbero alleviare eventuali attriti mantenendo il bacino a contatto col pavimento
  • Se si hanno difficoltà varie nell’articolazione sacroiliaca è bene non rendere la posizione troppo profonda

Come entrare in posizione

  • Dalla posizione distesa si comincia abbracciando le ginocchia al petto. Piano piano si portano le mani ai piedi e si alzano in modo da portare le tibie perpendicolari a terra. Con il peso delle mani si aiutano le ginocchia ad allargarsi e avvicinarsi a terra a lato del busto. Si mantiene contemporaneamente testa e spalle rilassate al suolo.

Alternative

  • Half Happy Baby: si fa la posizione con un piede per volta
  • Se si è poco elastici è possibile usare una cinghia per prendere i piedi
  • Si può anche prendere il retro delle cosce con le mani se i piedi sono troppo distanti e con la cinghia non si è sufficientemente comodi
  • Si possono mantenere le piante dei piedi a contatto per un primo periodo di tempo prima di divaricarli
  • Si possono mantenere le punte dei piedi a contatto portando i piedi verso la pancia e poi sempre più su, davanti al viso o dietro la testa
  • Dopo qualche minuto in cui si tira attivamente con le braccia è consigliabile rilassare e lasciare che sia la gravità a lavorare

Come uscire dalla posizione

  • Si rilassano le gambe accompagnando dolcemente i piedi con le mani finché non ci si trova sdraiati a terra con le gambe dolcemente flesse

Controposizioni

  • Leggere estensioni della colonna
  • Windshield Wipers da sdraiati

Meridiani

  • Stimolando la colonna vengono attivati i meridiani della vescica e reni mentre il lavoro nella parte interna degli inguini va a lavorare sul meridiano del fegato

Articolazioni

  • Anche e la zona sacroiliaca della colonna

Tempo

  • Dai 2 minuti se si tira con le braccia i piedi ai 5 se si rilassa e si delega il lavoro alla forza di gravità

Altri consigli

  • Assomiglia alla posizione di Ananda Balasana

 

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Frog

Frog

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Benefici

  • Apre molto gli inguini (adduttori)
  • Alla posizione si aggiunge una dolce estensione spinale che comprime la parte bassa e alta della schiena
  • Aiuta nella digestione e allevia crampi all’addome, di origine mestruale o digestiva

Controindicazioni

  • Chi ha problematiche alla schiena potrebbe aver grande difficoltà nella posizione
  • Le ginocchia possono dare molto fastidio. Nel caso usare delle coperte per appoggiarle sul morbido
  • Se il collo dà fastidio appoggiare la testa su un bolster o la fronte a terra
  • Se si sente del formicolio nelle mani quando allungate oltre la testa aprirle lateralmente

Come entrare in posizione

  • Partendo da Child’s Pose si scivola in avanti allargando le ginocchia

Alternativefrog

  • Tadpole: Partendo da Child’s pose si allargano le ginocchia il più possibile avvicinando il busto a terra ma mantenendo i glutei sui talloni
  • Full Frog: separare anche i piedi larghi quanto le ginocchia
  • Half Frog: mantenere il bacino più alto con i femori in linea con le ginocchia (versione più semplice per chi ha rigidità negli adduttori). Questa posizione viene molto bene appoggiando torace e bacino sul bolster ed eventualmente scaricando la testa su un mattoncino o sui pugni delle mani
  • E’ possibile aggiungere una torsione laterale portando un braccio sotto la spalla opposta allungando la zona del deltoide
  • E’ possibile intensificare la posizione portando la parte superiore del busto nella posizione della sfinge

Come uscire dalla posizione

  • Solitamente si scivola in avanti col busto portandosi sdraiati a terra a pancia in giù. Questo movimento avvicina naturalmente le gambe.
  • Se la posizione è tenuta per molto tempo e la zona degli inguini risultasse molto allungata è possibile per una versione ancora più gentile di uscita dalla posizione prima allargare gli stinchi e portarli allineati alle cosce e poi con un movimento dolce e calibrato dei piedi che spingono il pavimento avvicinare le cosce tra di loro, pochi centimetri per volta per singolo movimento.

Controposizioni

  • Child’s pose
  • Abbracciare le ginocchia con la schiena a terra

Meridiani

  • Milza per la parte interna delle ginocchia
  • Fegato e Reni per la parte inguinale

Articolazioni

  • Anche, spalle, zona lombo-sacrale

Tempo

  • 3-5 minuti

Altri consigli

  • Per migliorare in questa posizione non serve andare più a fondo ma stare di più nella postura

 

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Dragons

Dragons

dragons

Benefici

  • Profonda posizione che apre le anche e gli inguini
  • Allunga i quadricipiti e i flessori dell’anca (Psoas)
  • Ci sono molte varianti che aiutano a lavorare bene e nel dettaglio la zona inguinale
  • Può aiutare per migliorare problematiche al nervo sciatico

Controindicazioni

  • Può essere scomoda come posizione per le rotule e le caviglie che appoggiano a terra e questo accade soprattutto se per rigidità dei flessori dell’anca le cosce sono quasi perpendicolari tra loro (e il femore della gamba posteriore perpendicolare quindi a terra). In questo caso il peso si scarica parecchio sul ginocchio posteriore e il fastidio può essere stemperato mettendo una coperta piegata sotto per creare uno strato morbido su cui mettere il peso.

Come entrare in posizione

  • Partendo da Down Dog (Adho Mukha Svanasana) si porta il piede destro tra le mani controllando che lo stinco di tale gamba sia perpendicolare a terra cosicché il peso possa scaricarsi al meglio. Se il piede non arriva in mezzo alle mani è possibile scivolare all’indietro con la gamba posteriore fino a portare lo stinco della gamba anteriore perpendicolare a terra. La posizione va fatta da entrambi i lati.

Alternativedragons

  • Baby Dragon è fatto con entrambe le mani in appoggio per terra ed è una tra le varianti più facili. Portare le mani sul ginocchio frontale raddrizzando il busto approfondisce l’apertura dello psoas e l’allungamento del quadricipite. Questa posizione è chiamata Dragon Flying High
  • Per approfondire ancora di più è possibile inclinare il busto in avanti fino a portare i gomiti a terra scaricando così il peso. Questa variante è chiamata Dragon Flying Low. In questa variante è anche possibile scaricare il peso appoggiandosi su un bolster o con la testa o con i gomiti a seconda di cosa si vuole facilitare o di che peso di vuole scaricare e perché.
  • Twisted Dragon è la variante in cui a Dragon Flying Low si aggiunge una torsione. La mano del lato del corpo della gamba frontale si appoggia sul ginocchio e ruotando il corpo si guarda verso l’alto cercando di portare il centro del petto verso il cielo.
  • Winged Dragon è la variante che, partendo da Dragon Flying Low, prevede di aprire il ginocchio della gamba anteriore verso l’esterno. Anche qui è possibile usare i props per scaricare il peso/aiutare nella posizione
  • Dragon Split (spaccata frontale) offre l’allungamento più intenso per lo psoas. E’ possibile sedersi su un bolster in questa posizione per alzare il bacino di quel tanto che basta per poter mantenere la posizione.
  • Fire Breathing Dragon è l’ulteriore intensificazione delle varianti sopra riportate che si effettua attivando il quadricipite e alzando il ginocchio della gamba posteriore che andrà ad appoggiarsi a terra attraverso le dita del piede in estensione. Se il quadricipite è debole in questa variante è possibile appoggiare lo stinco della gamba posteriore su un bolster.

Come uscire dalla posizionedragons

  • Per uscire dalla posizione ci si riporta alzando il bacino e raddrizzando le gambe in Down Dog
  • Scivolando indietro è possibile scaricare più peso a terra sul ginocchio posteriore finchè non è possibile sistemando il busto passare nella posizione di quadrupedia (gatto)

Controposizioni

  • Down Dog
  • Child’s pose
  • Cat

Meridiani

  • Stomaco, Milza, Fegato Cistifellea e Reni.
  • Nella posizione Dragon Flyng High o Dragon Splits High anche il meridiano della Vescica

Articolazioni

  • Anche e caviglie
  • Zona lombo-sacrale nelle varianti con estensione spinale

Tempo

  • Solitamente ogni variante si tiene per un minuto facendo cicli di Dragons per un totale anche di 3-5 minuti (3-5 varianti)
  • Si può anche tenere la singola variante per 3-5 minuti

Altri consigli

  • Concentrarsi a premere bene il piede frontale a terra specialmente il mignolo aiuta a scaricare bene il peso

 

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Lo Yoga e il pianto

Può essere che con la pratica dello yoga ci si ritrovi in lacrime senza capire perché.

Piangere.

Liberamente piangere.

Lo Yoga e il pianto.

Ogni tanto è facile risalire al motivo del pianto, altre meno, tuttavia accade.

Può essere che accada durante la pratica, durante un rilassamento, subito dopo…

Qualcosa emerge.

Qualcosa si è finalmente concesso di uscire, di sciogliersi.

Yoga è anche questo.

E’ permettere che le cose accadano senza resistenza. La resistenza è contrazione, è lotta, è l’opposizione fisica-mentale agli eventi per come si mostrano e si manifestano, è il “no” interiore che viene consciamente o inconsciamente detto davanti al qui ed ora, davanti al dispiegarsi degli eventi della nostra vita. Quando allunghiamo delle fasce muscolari in un’asana il lavoro è proprio l’opposto: cercare, presenti nel corpo, di lasciar andare, di fidarsi della posizione, di permettere al corpo di sciogliersi, di accettare anche del leggero attrito se questo si presenta.

 

La visione Taoista

organi

Secondo la filosofia Taoista le emozioni vengono collegate ad un determinato organo interno non solo per diretta risonanza ma per un’effettiva capacità dell’organo di immagazzinare l’emozione, di modificarsi o di ammalarsi in squilibri con quel tipo di emozione.

Così, lavorando in determinate asana sul meridiano dei polmoni si va a sciogliere anche una eventuale sacca emotiva legata ad un evento vissuto particolarmente triste che emergendo si può liberare ad esempio con un pianto spontaneo, anche dirompente.

 

 

 

La Pratica della Presenza

emozioni e organi

Pure la Pratica stessa della Presenza (cit Eckart Tolle) ad esempio può portare ad un meraviglioso pianto. Entrando sempre più in profondità nel momento presente è possibile avere delle realizzazioni intuitive fulminanti su noi stessi o su quello che ci circonda. Può essere ad esempio che incrementando il nostro stato di attenzione (alertness) ci accorgiamo di meccanismi/dinamiche interne di cui prima eravamo completamente all’oscuro. Ad esempio potremmo accorgerci, realizzandola non solo mentalmente ma vedendola, cogliendo il meccanismo in atto, della nostra resistenza al pianto. Potremmo vedere la difficoltà che abbiamo di lasciarci andare al pianto e realizzare quanto la società ci abbia condizionati e di quanta violenza stiamo facendo a noi stessi reprimendo la tristezza e la capacità di lasciar fluire le lacrime.

Antichi condizionamenti

In effetti fin dalla nascita siamo educati a non piangere, a bloccare le emozioni anziché farle scorrere.

Dire “Sii forte, sii uomo” ad un bambino che piange equivale a dire “Se piangi sei un debole, non sei un uomo, gli uomini veri non piangono mai”.

E lo stesso vale per tante altre emozioni che vengono giudicate “negative” .emozioni e organi

“Non bisogna arrabbiarsi, non bisogna avere paura, non bisogna essere tristi…”

e ci scopriamo castrati perché invece di imparare un giusto modo di esprimere le nostre emozioni vivendole (e facendole quindi fluire, scorrere) vengono represse generando blocchi e sacche emotive che danneggiano gli organi corrispondenti con possibile comparsa di patologie di vario genere.

Non sto dicendo che tutte le malattie derivino da emozioni non elaborate, ma piuttosto sto proponendo al lettore di considerare la possibilità a cui ci introduce la medicina tradizionale cinese che forse le emozioni stesse e la capacità di viverle giochi un ruolo importante nella comparsa di un generico disturbo psicofisico.

Maturazione Emotiva

La nostra società è purtroppo basata su una maturazione disomogenea dell’essere umano. Cresciamo individui bravissimi sotto molteplici aspetti ma manchiamo nell’insegnare ai nostri figli cosa vuol dire maturare anche emotivamente, e da questo i numerosi problemi che i giovani d’oggi si ritrovano a vivere, con sfoghi d’ira che portano a violenze o depressioni talmente profonde da non aver più voglia d’uscire di casa, o peggio. Se l’individuo matura emotivamente avviene sovente con grande sforzo e sofferenza, quasi sempre in seguito ad eventi traumatici che nostro malgrado “ci svegliano” e “ci fanno crescere”.

Capisco benissimo lo stupore e il disagio in chi si appresta allo yoga da poco tempo il ritrovarsi in lacrime durante una Pratica, avendo io stesso vissuto questo tipo di educazione e sperimentato in prima persona numerosi pianti, ma incoraggio allo stesso tempo questo tipo di percorso essendo Yoga e Piantoestremamente liberatorio e di grande aiuto come indagine psichica offrendoci un’opportunità di maturare a livello emotivo senza dover per forza di cose incorrere in eventi traumatici.

Accettare allora il pianto che emerge spontaneo diventa quasi una benedizione e riflettere su cosa quel pianto si porta appresso diventa prezioso consiglio realizzativo.

 

 

 

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Yoga, tipologie e considerazioni

yoga pose

Occorre distinguere oggigiorno tra Yoga, scienza antichissima e metodo pratico (descritto negli yoga sutra) per raggiungere la liberazione e lo yoga di oggi, che spesso si riduce ad una serie di esercizi ginnici in palestra o poco più.

Patanjali (Yoga Sutra – II sec a.C) e le antiche scuole cominciavano lo Yoga con le Yama, ossia regole da osservare o “astinenze”:

  • Nonviolenza (ahimsa),
  • Sincerità (satya),
  • Onestà (asteya),
  • Continenza sessuale (brahmacharya),
  • Non avidità nel possedere (aparigraha)

e con i Niyama, ossia virtù e comportamenti positivi legati allo stile di vita del singolo individuo, da coltivare per migliorare sé stessi:

  • Purificazione (saucha),
  • Accontentarsi (santosha),
  • Austerità (tapas),
  • Studio e conoscenza di sé (svadhyaya),
  • Abbandono alla volontà divina (ishvarapranidhana).

Chi non seguiva queste non poteva nemmeno cominciare lo studio dello yoga, pena il movimento di energie talmente forti che avrebbero sconvolto il praticante accentuando il disequilibrio anziché condurlo ad un cammino spirituale. Patanjali ha integrato e spiegato cosa fosse lo yoga introducendo gli otto anga, o otto membra dello yoga, ossia:

  • Yama (astinenze)
  • Niyama (virtù)
  • Asana (posizioni)
  • Pranayama (respirazione)
  • Pratyahara (ritrazione dei sensi)
  • Dharana (concentrazione)
  • Dhyana (meditazione)
  • Samadhi (estasi)

Ciò che sappiamo è che la visione dello yoga degli Yoga Sutra è una delle tante esistenti e che ne esistono altre, i testi consultabili innumerevoli. Avrete forse sentito parlare di Jnana Yoga, Karma Yoga, Bahkti Yoga… E dopo svariate centinaia di anni le posizioni (asana) si sono moltiplicate, gli esperti pure, i testi da consultare pure, e gli stili di yoga pure.

Poi arrivano le scuole non duali e lo yoga tantrico della tradizione shivaita del Kashmir e la loro visione è diversa ancora.

Ma allora cosa si può insegnare in un corso? Cosa possiamo aspettarci?

Ci sono corsi e corsi, seminari e seminari.

Dipende dove si va, chi insegna…

Quello che posso dire è che all’inizio si tratta solo di capire se il profumo dell’arte dello Yoga piace, poi mano a mano che ci si addentra un poco c’è davvero spazio per tutti per muoversi, cercare, approfondire…

 

 

 

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Jhon e lo yoga

 

 

Jhon si arrabbia facilmente.

Non sa perché, ma ci sono degli argomenti che se vengono toccati lo fanno scattare, come una molla.

Jhon comincia a fare un corso di yoga.

Jhon si arrabbia anche a yoga.

Jhon, comunque, persiste.

I primi effetti dello yoga: Jhon impara a osservare e ascoltare il corpo, riconnettendosi ad esso.

Dopo qualche tempo, Jhon si rende conto di come la rabbia lo stia consumando. Collega la rabbia alla sua difficoltà di digerire.

Jhon comincia a chiedersi se e come potersi cambiare.

Jhon capisce di cosa ha bisogno. Ha bisogno di ragionare su cosa lo fa scattare come una molla, ha bisogno di andare a fondo dentro se stesso. Ha anche bisogno di accorgersi prima di arrabbiarsi cosa sta accadendo, perché solo prima dello sfogo può fare la scelta e cambiare la sua reazione.

Jhon, dopo uno sfogo di rabbia lascia il corso yoga e smette di praticare per 4 mesi.

Jhon ricomincia la pratica dello yoga.

osservarsi dentro

Jhon capisce che la sua rabbia è fastidio/intolleranza verso le altre persone. Spesso ciò che fanno gli altri gli provoca nervoso e insofferenza.  Lui non accetta che gli altri non si impegnino come fa lui, non accetta il pressapochismo e il menefreghismo. Lui è preciso. E’ sicuro che avrebbe fatto meglio ogni cosa.

Jhon, comincia a fare yoga quotidianamente, da vero perfezionista.

Jhon comincia ad avere una consapevolezza più ampia, profonda. E’ più presente a se stesso nel corso della giornata.

A Jhon capita un evento strano. Durante uno dei suoi sfoghi di rabbia si “vede” dall’esterno. Si accorge durante lo sfogo che è nell’emozione-rabbia. Tuttavia non riesce ancora a fermarla ma assiste come spettatore a se stesso.

Jhon inserisce nella sua pratica quotidiana la meditazione.

Jhon attraverso lo yoga e la meditazione aumenta la sua presenza mentale.

Jhon impara ad osservare i suoi pensieri. meditazione yoga trento

Jhon impara ad osservare le sue emozioni.

Jhon sta imparando sempre più ad essere “osservatore” di se stesso.

Jhon si ritrova in alcuni eventi che lo fanno arrabbiare moltissimo. In uno dei suoi sfoghi di rabbia dice cose non avrebbe dovuto dire ad una persona ferendola profondamente. Jhon sente come se stesse facendo dei passi indietro.

Jhon si ritrova ad essere incostante nella sua Pratica quotidiana e smette di Praticare.

Jhon si vede debole, e non accetta di esserlo.

Jhon si vede imperfetto, e non accetta di esserlo.

Jhon ricomincia a Praticare.

Jhon accetta che il percorso di crescita non sia una linea retta.

Jhon si ritrova sempre più spesso nella condizione di “osservatore” durante i suoi sfoghi di rabbia.

Jhon va più a fondo. Si chiede perché ha questa mania di perfezionismo. La mania di perfezionismo è legata al suo bisogno di eccellere. Il suo bisogno di eccellere è legato alla sua paura di non valere abbastanza.

Jhon vive dei momenti di grande pace durante la meditazione. Durante lo yoga invece è sempre più connesso al corpo, vivendo consapevolmente anche più sottili modificazioni, che siano fisiche emotive o mentali.

Jhon vive un evento speciale. Jhon si accorge della modificazione emotivo-mentale che sta avvenendo dentro di lui proprio nell’istante prima di sfociare nella rabbia. Nel momento in cui ne è diventato consapevole si disidentifica e la rabbia scompare.

Jhon capisce che la paura di non valere è la paura di non essere accettato dagli altri e di conseguenza è la paura di non essere amato.

Jhon lentamente comincia ad amare anche questa sua parte più fragile che ha paura.

Jhon riesce a vedere sempre più spesso come uno spettatore il suo Ego mentre ha paura o viene ferito dagli altri. Impara così a non reagire meccanicamente. Può scegliere.

Jhon accetta di poter sbagliare e di essere imperfetto.

Jhon accetta l’imperfezione anche negli altri.

Jhon si arrabbia sempre meno frequentemente.

stupore yoga trento

Jhon si ritrova sempre più spesso consapevole e nella condizione di poter scegliere se lasciarsi andare alla rabbia e viversi l’emozione o aprire la mano e farla scivolare via.

Jhon smette di rifiutare la rabbia come emozione.

D’un tratto Jhon realizza che è da un po’ che non ha più problemi di digestione.

Jhon incontra una persona che si arrabbia facilmente che gli chiede alcuni consigli.

Jhon capisce che è giunto il momento di restituire al mondo quanto ha imparato.

 

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Trento: prima dei corsi Yin Yoga…

Trento: prima dei corsi Yin Yoga…

Volevo leggere ancora qualche pagina di  “Yin Yoga” di Bernie Clark prima di dirigermi ai corsi Yoga. Seduto su una panchina, in un meraviglioso parco a Trento città, sono stato colpito da questa frase che vorrei condividere.

 

“We do not use the body to get into a pose, we use the pose to get into the body”

“Non ci serviamo del corpo per entrare in una posizione yoga, ma usiamo la posizione per entrare nel corpo.”

 

Corsi Yoga Trento

E’ per questo che è molto importante un corretto approccio allo Yin Yoga. Non dobbiamo prendere il corpo strattonandolo finché non raggiunge la posizione voluta. Anche se non si è raggiunta la posizione ideale, quella da rivista per intenderci, dobbiamo sapere che la posizione sta comunque lavorando contemporaneamente su molteplici aspetti, dal corpo alla mente, dall’energia alle nostre emozioni. Detto questo proviamo a fare silenzio, rimanendo immobili, e ci mettiamo in ascolto. Ascoltiamo il corpo che ci parla. Ascoltiamo i vari cancelli che si aprono, come piccoli e dolci inviti che possiamo cogliere e seguire per guadagnare un millimetro, o una frazione di millimetro. Ma è il corpo che ci invita, è dal corpo che parte il movimento dello Yin Yoga. Dobbiamo quindi entrare nel corpo, ascoltandoci, percependo i vari cambiamenti, spesso molto sottili, che possono avvenire…

 

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Perché praticare Yoga?

“Perché praticare lo Yoga?”

“Cosa cerchi nello Yoga? e perché?”

Questa è una buona domanda.

Una domanda tra il resto che non ha sempre la stessa risposta.

Praticare lo Yoga non sempre ha un perché, né deve per forza averlo.

Durante questo cammino è come se avessi attraversato diversi “momenti”, e in ogni momento la motivazione che mi spingeva a Praticare era diversa. Cercavo cose diverse. E sicuramente la mia risposta oggi cambierà in un domani.

“Perché praticare Yoga?”

Questa domanda me la sono posta tante volte.

Esiste un fine dello Yoga? Un’intenzione?

Le cose che cercavo le ho poi trovate??

Mai mentre le cercavo.

E’ come una persona che va a cercare funghi, e si concentra sui finferli, perché vuole quelli.perché praticare Yoga, Yoga Trento Arjavam

Innanzitutto bisogna vedere se li cerca almeno in un bosco, nel posto dove loro crescono, dove è più probabile trovarli. Perché noi diamo la cosa per scontata, ma se applichiamo questo esempio al mondo dello Yoga è facile trovare gente che cerca finferli in statale.

Inoltre mentre cerca i finferli, tutto attento e focalizzato per ogni cosa gialla che si nasconde nel sottobosco, sicuramente tenderà a non accorgersi dei magnifici porcini anche se ci passa a meno di un metro di distanza.

Probabilmente non si accorgerà nemmeno del capriolo vicino al cespuglio più avanti, o dell’effetto meraviglioso dei raggi del sole che passano attraverso i rami, o del profumo di qualche ciclamino che fa capolino vicino al ruscello.

La domanda allora è:”Ma perché ci concentriamo tanto sui finferli?”

“Chi ce li ha messi in testa?”

E soprattutto:” Quale parte di noi li desidera e a quale scopo?”

Ecco allora che forse, dico forse, non sono nemmeno così importanti i finferli.

Magari è più istruttivo passeggiare nel bosco, con gli occhi ben aperti.

Magari non è nemmeno saggio cercare qualcosa di preciso, ma semplicemente lasciare la mente a casa, e portarsi appresso solo i nostri sensi e la nostra curiosità.

E chissà, forse proprio quando non cercherete i finferli ma starete assaporando l’odore del meraviglioso bosco nel quale vi troverete, aprendo gli occhi, ne vedrete finalmente qualcuno…

 

 

 

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Yoga ed Emozioni

Le mille maschere dello Yoga, Yoga ed EmozioniYoga ed Emozioni

Attrito.

Disagio.

Ogni tanto accade.

Ogni tanto nello yoga accade di provare fastidio.

“La posizione è scomoda, la posizione è faticosa, la posizione…”

Oppure la mente.

“La mente è irrequieta, non si calma, continua a produrre pensieri, non si riesce a concentrarsi, ho sonno…”

Oppure l’istruttore.

“Oggi non si capisce nulla di quello che dice, parla troppo piano, parla troppo veloce, propone cose assurde, quello che propone non riesco a farlo…”

C’è sempre qualcosa a cui addossare la colpa del nostro fastidio, del nostro attrito…

…e guarda caso non siamo mai noi il motivo per cui non ci sentiamo bene.

Lo Yoga invita a riflettere, ad ascoltarsi

…e proprio nell’ascolto di noi stessi, nei momenti di gioia o di attrito, qualcosa emerge.

Occorre chiedersi:” Perché provo attrito?”

“Cosa vuole comunicarmi questo attrito? Perché sono a disagio? Quale parte di me è a disagio?”

“Quando sono a disagio, fisico o mentale, di cosa ho paura?”

“Quale parte di me non accetto?”

La paura fa parte di noi.

Le nostre emozioni sono parte integrante di noi stessi.

Yoga vuol dire Unione.

Yoga quindi è unione anche con le proprie emozioni

Se partiamo dall’assunto che le emozioni si dividano in positive e negative già creiamo divisione.

E da questa divisione nasce la convinzione che alcune emozioni non vadano vissute, non vadano provate, ma sconfitte, allontanate, placate, ignorate ecc…

Così la rabbia viene soffocata, la tristezza ignorata, la paura soppressa, la sofferenza evitata…

Ma davvero siamo chiamati a fuggire la sofferenza? a vincere la paura?

Se sono parti di noi non è allora come dire:”fuggire dal proprio braccio, vincere la propria gamba…”?

Chiediamoci allora:”Quale parte di me non accetto? Perché?”

Questa è ricerca.

E’ un primo passo verso la conoscenza di noi stessi.

 

 

 

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