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Maestri

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“Non ho bisogno di un altro Maestro, già l’ho trovato”

Ma chi hai trovato?

Un Maestro o la sicurezza di averne uno?

Un Maestro o l’idea di avere addirittura il migliore?

Chi hai trovato?

Un Maestro o l’idea di poter smettere di cercare?

Un Maestro o l’idea di aver già “trovato” la risposta?

Un Maestro o l’idea di aver già trovato la strada giusta?

Ti stanca cercare?

Ti stanca la ricerca?

Ti stanca l’idea di non aver ancora trovato quello che cerchi?

Ti stanca l’idea di mettere in discussione ciò che credi di sapere?

Ti stanca l’ipotesi che né tu né il tuo Maestro potreste avere la chiave? La risposta?

Ti stanca ascoltare qualcun altro?

Ti stanca leggere un nuovo libro?

Ti stanca ascoltare le teorie di un nuovo Maestro?

Perché?

Soprattutto, perché dovrebbe stancarti?

E’ paura?

Di cosa?

E perché, dimmi, perché ti aggrappi così tenacemente all’idea che il tuo Maestro è pienamente bastante?

Non vedi che più ti aggrappi a quest’idea più lo stai mettendo in discussione?

Se tu avessi capito davvero, non avresti paura di aprirti al nuovo.

Di Ascoltare.

Non puoi mai sapere che quelle parole nuove ti aprano a comprensioni che prima non avevi avvicinato.

Negarle a priori è aggrapparsi all’idea di essere già completi.

Ma lo sei?

O è un’altra idea?

Negarle a priori non è come aggrapparsi all’idea che il tuo Maestro ti renda completo?

E’ un’idea.

Renditene conto.

E’ solo un’opinione.

Davvero accade che ti rende completo?

E’ completezza quella che nasce dal bisogno di qualcuno?

O è illusione?

La completezza può davvero dipendere da qualcosa?

E’ reale pace, completezza se vincolata da qualche evento, persona, realizzazione?

Negare l’ascolto di nuovi insegnamenti è attaccamento al vecchio.

Perché sono attaccamenti ad idee nella tua testa.

Puoi cercare di convincere te stesso che è non così o che è così.

Anche per anni.

Tuttavia se convinci te stesso di una cosa o dell’altra stai sempre costruendo altre idee.

Ti stai convincendo che non hai bisogno di altri Maestri, di ascoltare altri messaggi, altre idee.

In effetti non ne hai “bisogno” ma se non ne hai “sete” non vuol dire che sei già realizzato.

Potrebbe essere duro ammettere che è da 20 anni che segui un Maestro che però non è tale, o che seguirlo non ti porterà alla realizzazione.

Ti attaccherai all’idea che dovrai seguirlo fino in fondo, altrimenti non saprai mai se è lui che ti aprirà all’illuminazione. Vorrai seguirlo tutta la vita perché ti convinci che con qualcun altro dovresti ricominciare da capo.

Ma sono solo scuse.

Sai benissimo che non è così.

Non ricominceresti da capo.

Inoltre sai benissimo se la tua crescita si è fermata.

Qualcuno ti chiederà anche:”Ma non senti i progressi che fai seguendo questa via?”

Potresti addirittura sentirti imbecille che non li senti, e convincerti che li stai facendo ma che sei tu che non li senti.

Ma se non cammini lo sai benissimo.

Dentro di te sai benissimo che ti sei seduto.

Tuttavia non è questo il punto.

Il Maestro che ti ha accompagnato per 20 anni è stato importante, ascoltare il messaggio di altri non lo svilisce né gli toglie il suo valore e cosa ha rappresentato per te.

Semmai è il tuo Ego che potrebbe risentirne, l’idea di dover riprendere a camminare, la realizzazione che ti eri fermato, appoggiato sul tuo Maestro ti eri seduto, convinto che fosse lui a portarti in cima alla montagna sulle sue spalle.

Ma non sarà mai sufficiente se non ricordi, se non ascolti, il Maestro che già vive in te. E’ lui che deve riprendere il suo spazio, è di lui che devi avere consapevolezza. Devi accorgerti dell’universo di pace e infinita saggezza, che si scioglie nell’amore più profondo che permea già ogni tua cellula.

Finché dipendi dalle parole di qualcun altro per fare le tue scelte, finché chiedi al tuo Maestro “devo fare così?” “Che Pratica devo fare?” “mi dai una sadhana?” non ti stai prendendo davvero a cuore te stesso. Stai delegando a qualcun altro la responsabilità del tuo impegno quotidiano. Probabilmente ti sentirai anche giustificato a non essere sensibile o attento verso gli altri perché il tuo Maestro non te lo aveva esplicitamente raccomandato e incluso nella tua Sadhana giornaliera.

Hai bisogno delle regole che qualcun altro ti darà perché grazie alle regole potrai delegare la responsabilità del tuo Vivere.

Invece ti propongo qualcosa.

Apriti al nuovo allora.

Ascolta.

Impara.

Non c’è gioia più grande di camminare, di ascoltare, di imparare e di sorprendersi di ogni piccola scoperta, di ogni piccola sensazione che entra nel tuo percorso. Ed è un percorso senza fine.

Non è la mèta che deve occupare la tua mente, non è là la felicità.

Non devi fare “ricerca” per “ottenere” qualcosa.

Se fai ciò che fai è per renderti conto che hai già tutto e che altro non ti serve che celebrare la vita, il cammino, l’imparare e l’ascoltare in ogni momento e in ogni respiro.

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