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6 days ago

Arjavam Yoga Trento
All'Ego piace parlare dei doni che l'anima riceve in silenzio."P.G. Caselli - ScuolanonScuola" ... See MoreSee Less
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2 weeks ago

Arjavam Yoga Trento
Non cercare il Maestro fuori, cerca piuttosto l'Allievo dentro (di te).Con l'allievo arriva allora la mente dell'allievo e l'approccio alla vita cambierà: tutto ciò che ti circonda diverrà per te un Maestro.Potrai imparare allora dall'acqua e dal fuoco, dagli animali e dalle nuvole, dal vento dalla terra dalle piante e dalle tue stesse emozioni, pensieri o parole.Talvolta ti stupirai di aver detto certe cose, e ascolterai le tue parole con gratitudine, imparando da quegli stessi suoni che provengono dalle tue labbra, come se non fossi veramente tu che li pronunci ma qualcun'altro di antico tramite te. Tutto sarà sacro perché tutto conterrà un insegnamento nascosto.E questo arriverà come intuizione fulminea: un secondo solo in cui innumerevoli informazioni arrivano contemporaneamente.È un po' come guardare un quadro, in un secondo si è impresso nella mente e in quel brevissimo istante ti arriva un mondo intero da dischiudere. Se lo vorrai potrai trasformarlo in pensieri e parole, oppure lasciare l'intuizione viaggiare con la sua forma e imprimersi nel tuo inconscio. Ma ricorda: l'insegnamento non verrà a te veramente dal vento o dall'acqua, ma verrà da dentro di te, perché quella è l'Origine. Assumendo la mente dell'Allievo ti sei semplicemente dischiuso alla possibilità affinché questo possa accadere. ... See MoreSee Less
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2 weeks ago

Arjavam Yoga Trento
Tratto da una chat"Non è che "praticare senza una guida" sia il fine, ma "praticare sempre con una guida" rischia di farti addormentare. Un po' come farsi un viaggio o andare in montagna. Se hai sempre una guida sei meno attenta, deleghi la tua responsabilità a qualcun altro e ti rallegri, giustamente, del paesaggio senza però curarti del percorso, della strada. Se diventa abitudine diventi meramente un passeggero: si perde la capacità di osservare e di fare concretamente. Non guardi nemmeno dove metti i piedi. Appena scendi dal pullman, se diventa così, sei da capo, punto di partenza. Non sai dove andare, non hai una cartina, non hai bussola, non hai nemmeno lo zaino. È giusto sentire il bisogno di una guida, perché se sei in montagna ti puoi perdere anche o bloccare in qualche punto difficile che magari poteva essere aggirato e non lo sapevi. Nello yoga ti devo insegnare a come mettere il ginocchio in certe posizioni altrimenti ti fai male. Ma alla fine sei sempre tu che devi muovere i passi, e i passi che muovi li scegli tu. La guida è necessaria per certi versi e può anche darti un consiglio se vede esattamente dove stai andando, ma per vederlo deve essere li con te (ma non sempre). Tuttavia ci immaginiamo spesso la "guida" o il "maestro" come qualcuno in carne e ossa. Invece può essere tuo maestro anche il vento o l'acqua o un cane. Perché dico questo? Perché è l'attitudine mentale il vero maestro, non qualcuno che ti dice cosa devi fare. L'attitudine mentale a cogliere in ciò che ti circonda un messaggio. E non è che ci sia veramente un messaggio di qualche essere etereo che ti manda un segnale con una serie di coincidenze. Ma tuttavia tu lo puoi leggere il messaggio, anche se nessuno te lo ha mandato di proposito. Quante volte sarà successo? Il messaggio che vedi è là, non fuori ma dentro di te, ed è da dentro di te che giunge quando ti appresti alla vita con curiosità e attenzione, come se ogni cosa che ti circonda ti parlasse e potesse implicitamente insegnarti qualcosa. Più che cercare un maestro ti consiglio quindi di cercare la mente dell'allievo, sempre aperta a imparare e a permettere alla vita di insegnarti. Semplicemente, facendo così, permetti al messaggio di emergere da solo in forma di intuizione. Se avessimo la mente attenta dell'allievo non servirebbe nemmeno qualcuno che ti corregge il ginocchio perché noteresti da sola che quella posizione fatta in quel modo sollecita troppo quel legamento e da soli allora correggeremmo la postura oppure cercheremmo delle posizioni intermedie per abituare il corpo e prepararlo per entrare in asana più difficili.Poi sul perché fare asana difficili e dedicarci tanto tempo serve un altro post un po' lunghetto ma rimando il discorso a più avanti." ... See MoreSee Less
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2 months ago

Arjavam Yoga Trento
Come smettere di Praticare - una via verso la liberazione (yoga non duale) Requisiti: grande serietà e impegno.Tempo: 1 annoDettagli della Pratica: prendi un calendario e ogni volta che intendi Praticare qualsiasi forma di asana o pranayama o tecniche di concentrazione chiediti seriamente se lo fai per qualche scopo.Se la risposta è sì imponiti di non Praticare e siediti a lato, in silenzio, ad osservare il tuo tappetino e NON FARE NULLA DI NULLA per tutto il tempo in cui avresti voluto praticare.Se la risposta è no, pratica quel che hai voglia e fai una crocetta sul calendario.Esempi di possibili scopi che potresti vedere/scoprire e che non valgono quindi la crocetta sul calendario:-Avere tante crocette sul calendario a fine anno-Mantenere uno stato di benessere-Fisico tonico, sex appeal-Riuscire a fare delle sequenze degne di Ty Landrum-Arrivare a contare 20 tempi per ogni fase di respiro in samavritti-Attivare Kundalini o altre energie-Curare la gastrite-Curare stati d'ansia o di depressione-Illuminarsi-raggiungere la realizzazione, il Kaivalya, realizzare il Purusa ecc-superpoteri-capacità di concentrazione sovrumana-Incontrare Dio-Riempirsi di luce o quel che è-Sgretolare o uccidere l'Ego-Accarezzare o gonfiare l'Ego-Migliorarsi in qualsiasi forma o mezzo, che sia fisica la cosa o spirituale....Se a fine anno avrai raggiunto 10 crocette sul calendario mi chiamate per favore che vi faccio un monumento. ... See MoreSee Less
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